Posizione delle mineralizzazioni uranifere l Lago di Aviasco (Bg)
L’asterisco rosso indica la mineralizzazione uranifera in faglia diretta NNE-SSW del lago di Aviasco. L’immagine (tratta da Google Earth) è stata completata nella nomenclatura e orientata correttamente verso N.

GEOLOGICAL FRAMEWORK OF THE PERMIAN OROBIC BASIN (Italy)- The main uranium deposits and showings

LAGO DI AVIASCO hydrothermal tourmalinites with pitchblende veins  deposit and showing. Mineralizzazioni uranifere poste in fasce di clastesi  legate a faglie dirette NNE-SSW[53] o N60E [9]del tipo “Lago di Aviasco”.

Le prime segnalazioni bibliografiche

Immagine estratta dal F 18 II SE Pizzo del Diavolo(48) (modificata da Pessina C.M. – 2025)
Posizione delle mineralizzazioni uranifere l Lago di Aviasco (Bg)
L’asterisco rosso indica la mineralizzazione uranifera in faglia diretta NNE-SSW, del lago di Aviasco (Bg). L’immagine (tratta da Google Earth) è stata aggiunta e modificata da Pessina C.M., completandola nella nomenclatura.

“…Durante la prospezione condotta nell’area circostante il giacimento di Novazza furono riscontrate diverse altre anomalie radiometriche, tra le quali particolare interesse suscitò quella del Lago d’Aviasco, situata nel permesso « Lago Nero » a Nord-Ovest di Novazza. In questa località si presenta un affioramento mineralizzato di notevole intensità, sebbene di estensione assai limitata; vi furono eseguiti nell’estate del 1960 e del 1961 alcuni lavori minerari, limitati a scavi in trincea e sondaggi.

Il minerale risultò concentrato in piccole sacche senza peraltro mostrare alcuna continuità in profondità. Esso ha le stesse caratteristiche del minerale di Novazza di cui ovviamente condivide le condizioni geologiche e giacimentologiche. Nota interessante è, in aggiunta, la presenza di più abbondanti minerali secondari…(48)

N.d.R. Osservando la foto a colori (48), appena sotto, con pechblenda in frattura, non è molto chiaro quando l’A. afferma che il minerale del lago di Aviasco condivide le stesse condizioni geologiche e giacimentologiche del minerale di Novazza”. Probabilmente affiorano diverse condizioni giaciturali delle mineralizzazioni uranifere.

Manifestazione idrotermale a Pechblenda al lago di Aviasco, in alta Val Seriana, in Provincia di Bergamo

“….Stare lassù mi dette l’occasione di vedere finalmente ciò che la neve e la nebbia mi avevano oscurato nei giorni della mia tesi di laurea. Interamente scoperte e limate dai ghiacci quaternari e incrinate oggi dai cicli di gelo e disgelo, la gran massa di ignimbriti si staccava molto nettamente dalle arenarie tufacee e dalle argilliti della parte superiore della formazione; il suo colore verde chiaro, a volte lisciviato fino al bianco, si distingueva dal grigio e dal nerastro dei sedimenti, ma più ancora la differenza era nelle strutture: specialmente se osservate da lontano, le ignimbriti avevano l’aspetto di un grumo di vetro fracassato, percorso da migliaia di fratture in ogni direzione mentre i letti sedimentari davano alle altre rocce una struttura orientata e forme più taglienti. Come era ovvio aspettarsi faglie e fratture attorno al vulcano, così scoprimmo singolari livelli di perliti, che sembravano colate di cioccolato svizzero con nocciole intere, brecce vetrose color verde smeraldo e strutture colonnari che segnavano quello che fu un camino vulcanico e la cui diversità era sembrata chiara già agli antichi abitanti che gli dettero il nome di Corno Nero”.

“…….Ma per me, che ero un appassionato mineralista, la scoperta più bella fu quella che feci nella vallecola (il taglio di una faglia NNE-SSW) che collega il lago d’Aviasco con i laghi Campelli.”

Lake Aviasco [9]

 “….Fairly large but stilI unevaluated uranium showing with Pb, Fe, As sulphides and oxydation minerals is located not far from Lake Aviasco, some 5 kilometres North-West of Novazza. The showlng is characterized by a large number of small isolated, but often very high anomalies, aligned over a distance of approximtely 250 metres along an early alpine N60°E striking fault. Re­cent mapping has however shown that this fault is a reactiva­ted permian structure fairly close (1.5 Km NW) and parallel to the MEF. The showing, furthermore, lays in the hinge of flexu­re that involved the volcanics before upper Collio sedimentation started to take pIace. The mineralized rocks belong to the high upper volcanic group units and last, but not least, the mineraI assemblage , although not yet known in much detail, shows broad similarities with those of Novazza and VaI Vedello. The comple­xity of the mineraI assemblage is a further element that diffe­rentiates this showing from the clearly alpine spotty uranium mobilizations along faults which, as a rule, show no other accessory ore mineraI except more or less oxydized pyrite or mix­tures of Fe oxides and hydroxides. 

The early alpine movements and the structural setting of the area do not allow to give this mineralization an accurate relative age which, however, as most of the geological data suggest, should be late- or, most probably, post-volcanic. Whatever its age, provided it is permian, Uranium precipitation must have occurred at any depth between 0 and 1300 metres (the last figure being the only one possible if the mineralization had the same age of the Verrucano volcanics)”.

Lago di Aviasco [9]

….Una manifestazione uranifera abbastanza grande con solfuri di Pb, Fe, As e minerali di ossidazione, ma ancora non ben valutata si trova non lontano dal lago Aviasco, a circa 5 chilometri a nord-ovest di Novazza. La manifestazione  è caratterizzata da un gran numero di piccole anomalie isolate, ma spesso molto alte, allineate su una distanza di circa 250 metri lungo una precoce faglia alpina a direzione N60°E.  La mappatura recente ha tuttavia dimostrato che questa faglia è una struttura permiana riattivata, abbastanza vicina (1,5 km a NW) e parallela al MEF. La manifestazione, inoltre, si trovava nella cerniera di una flessura che coinvolgeva i vulcani prima che la sedimentazione del Collio superiore (Formazione del Pizzo del Diavolo-N.d.R.) iniziasse a prendere il sopravvento. Le rocce mineralizzate appartengono alle unità del gruppo vulcanico superiore e, ultimo, ma non meno importante, la paragenesi del minerale, sebbene non ancora noto in modo molto dettagliato, mostra ampie somiglianze con quelle di Novazza e Val Vedello. La complessità dell’associazione minerale è un ulteriore elemento che differenzia questo manifestazione dalle rimobilizzazioni di uranio chiaramente Alpine, lungo le faglie che, di regola, non mostrano nessun altro minerale accessorio ad eccezione della pirite più o meno ossidata o delle miscele di ossidi di Fe e idrossidi.

I primi movimenti alpini e l’impostazione strutturale dell’area non consentono di dare a questa mineralizzazione un’età relativa accurata che, tuttavia, come suggerisce la maggior parte dei dati geologici, dovrebbe essere tardiva o, molto probabilmente, post-vulcanica. Qualunque sia la sua età, purché sia permiana, la precipitazione dell’uranio deve essersi verificata a qualsiasi profondità tra 0 e 1300 metri (l’ultima cifra è l’unica possibile se la mineralizzazione avesse avuto la stessa età dei vulcani del Verrucano).

N.d.R.: Le direzioni indicate dai due AA. sono un pò diverse perché in [53] la direzione NNE-SSW indicata implica un azimut inferiore a 45°. In [9] invece con N60°E indica una direzione ENE-WSW. Le differenze di lettura possono essere quasi certamente imputabili al fatto che la manifestazione è abbastanza lunga e la sua irregolarità abbia portato a letture un pò diverse in punti diversi. NB: Traduzione dal testo originale in inglese: Pessina C.M. 06-11-2025

Gli Autori che in tempi recenti hanno studiato in maniera moderna, con un approccio geologico, paleogeografico, giacimentologico e genetico le manifestazioni uranifere dette “del Lago di Aviasco” sono stati diversi. Citeremo la pubblicazione (13)

(13) ” … Il secondo gruppo di faglie prealpine comprende il confine dell’alto strutturale di Monte della Croce (MC-SH), la faglia Baita la Corte (BCF), la faglia del Lago d’Aviasco (LAF) e alcune faglie portanti tormalina. Tutte le faglie e le fratture appartenenti a questo gruppo sono state trovate a sud della LFLR (lago di Fregabolgia, lago Rotondo Line), all’interno della caldera del Collio inferiore (magmatico).

Il LAF è una faglia normale a direzione  N60°E, con offset minimo (spostamento relativo/rigetto) di 100 metri, che unisce il Lago Campelli e il Lago di Aviasco. A nord del Lago di Aviasco, le rocce vulcaniche del blocco di tetto ospitano una mineralizzazione polimetallica (As-Sb-Mo) a uranio idrotermale (11) che si estende come una forte anomalia legata alle manifestazioni uranifere a nord-est del Lago Campelli (a sud-est di un evidente lineamento aereofotogrammetrico N60°E che coincide con una faglia minore: vedi la mappa geologica allegata). Questo accumulo di uranio di origine strutturale più profonda che si manifesta in concentrazioni irregolari e discontinue è contenuto e controllato litologicamente e strutturalmente dall’unità geologica UR4 (13) e mostra geometrie del minerale simili a quelle del corpo minerale di Novazza. La direzione delle faglie (simile a quelle del MAVF) e la presenza di uranio e altri metalli di affiliazione vulcanica suggeriscono fortemente un’età permiana della struttura(13).

Traduzione dal testo originale in inglese: Pessina C.M. 16-01-2026

N.B. La figura con carta geologica non è compresa nella pubblicazione( 13) ma è stata aggiunta dallo scrivente Autore web con lo stesso taglio delle immagini fotografica e topografica soprastanti per meglio far capire al lettore le complesse tematiche geologiche e geografiche. Traduzione dal testo originale in inglese: Pessina C.M. 16-01-2026

(33)THE POST VARISCAN EVOLUTION OF THE CENTRAL SOUTHERN ALPS: INSIGHTS FROM SYNCHRONOUS FAULT ACTIVITY, HYDROTHERMALISM AND MAGMATISM IN THE OROBIC AND COLLIO BASINS.

“…Similar faults of Early Permian age that were influenced by metasomatism were also found at the Lake Aviasco (e.g. AV5 of Fig. 4.1 and position indicated with a green star in Fig. 4.12), which is located to the south of Fregabolgia fault. In this area the Cabianca Volcanite reaches its maximum thickness, resting below the Pizzo del Diavolo Fm. The Cabianca Volcanite is the host rock of the Novazza mineralization, in which the U-bearing minerals are distributed along the volcaniclastic strata and fractures (personal communication of D. Ravagnani). These rocks crop out also close to the Lake Aviasco (Fig. 4.16) and are cut by Permian faults which were interested by boron-rich fluids circulation. Here, the fault cores are characterized by fine-grained dark tourmalinites replacing cataclasites mainly composed of clasts derived from the volcaniclastic portions of the Cabianca Volcanite. Minor U-mineralizations were reported in this locality by Cadel et al. (1986) and Ravagnani (1974), exactly located along tourmalinized faults”.

La mappa geologica rappresentata é solo la parte inferiore di una immagine più grande (Fig. 4.12). La stella verde in mappa indica le tormaliniti di tipo 2 e la località della campionatura denominata AV5; (lago di Aviasco5).

“……simili  faglie del  Permiano inferiore che sono state influenzate dal metasomatismo sono state trovate anche sul lago di Aviasco (ad es. AV5 della Fig. 4.1 e posizione indicata con una stella verde in Fig. 4.12), che si trova a sud della faglia di Fregabolgia. In questa zona la Vulcanite del Monte Cabianca raggiunge il suo massimo spessore, trovandosi sotto la formazione del Pizzo del Diavolo. La Formazione Vulcanite del Monte Cabianca è la roccia ospite della mineralizzazione di Novazza, in cui i minerali contenenti U sono distribuiti lungo gli strati vulcanoclastici e le fratture (comunicazione personale di D. Ravagnani). Queste rocce affiorano anche vicino il lago di Aviasco (Fig. 4.16) e sono tagliate da faglie del Permiano che erano interessate dalla circolazione di fluidi ricchi di Boro. Qui, i nuclei di faglia sono caratterizzati da tormaliniti scure a grana fine che sostituiscono le cataclasiti principalmente composte da clasti derivati dalle porzioni vulcanoclastiche della Vulcanite del Monte Cabianca. Minori mineralizzazioni a U sono state segnalate in questa località da Cadel (1986) e Ravagnani (1974), situate esattamente lungo faglie tormalinizzate” (33).

NB-Traduzione dal testo originale in inglese (33): Pessina C.M. 16-01-2026

Le tormaliniti sono rocce non comuni contenenti ≥ 20 vol.% di tormalina (33) 

” Le tormaliniti cristallizzate nella faglia che taglia la Vulcanite del Monte Cabianca al lago di Aviasco (AV5) sono microscopicamente diverse dalle altre presenti nelle faglie normali a basso (LANF) e alto angolo: la matrice non è così scura come i precedenti esempi, essa è composta da tormalina a grana fine, quarzo, muscovite, ossidi e abbondante sericite (Fig. 4.22e-4.23f). 

In questa matrice sono sparsi alcuni cristalli euedrali (o idiomorfi Ndr) di tormalina zonate verde-bluastro e pleocroiche (Fig. 4.23f), che a volte mostrano bordi frastagliati perché sono parzialmente sostituite da sericite. 

Tuttavia, le tormaline sono in equilibrio con gli aggregati di arsenopirite (Fig. 4.22f), che è una fase minerale inclusa nella paragenesi della mineralizzazione dell’uranio e che usiamo (vedi capitolo 4.3.5 e 4.3.6) per stimare la temperatura di equilibrio dei fluidi ricchi di boro (33)“.

“…è evidente che le tormaline di tipo 2 del lago di Aviasco (Fig. 4.29-4.30), località molto vicina alla mineralizzazione ad uranio di Novazza, sono caratterizzate da modelli di Terre Rare simili a quelli dei corpi intrusivi del Permiano, con L-REE più alto rispetto a H-REE e anomalie Eu leggermente negative. Per quanto riguarda gli elementi incompatibili, alcune tormaline del cSA sono fortemente arricchite di uranio, come le tormaline di tipo 2 del lago di Aviasco che hanno contenuti fino a 10 ppm.”(33)


Le composizioni isotopiche delle tormaline (SIMS)del lago di Aviasco (33)
L’intervallo totale di composizioni di isotopi del Boro determinato nella nostra suite di campioni, espresso come valori δ11B, per le tormaline vicine ai corpi intrusivi è in media da –10,5 a –5,1‰, per le tormaline lungo le faglie normali ad angolo basso (LANF) è da –7,0 a –3,6‰ e -10,7‰ per quelle più vicine alla mineralizzazione U, cioè le tormaliniti del lago di Aviasco

Stime della temperatura della formazione delle tormaliniti (33) “Tuttavia, per la località del lago di Aviasco (vedi posizione in Fig. 4.1), vicino alla mineralizzazione di uranio di Novazza, potremmo fornire ulteriori informazioni sulla temperatura stimata dei fluidi ricchi di boro, perché i cristalli di arsenopirite si mostrano in equilibrio con le tormaline e possono essere utilizzati come geotermometro. L’arsenopirite è usata come geotermometro dagli anni ’70, quando Kretschmar e Scott (1976) hanno proposto un diagramma di fase per ricostruire la temperatura per mezzo della % atomica diAs. Questo diagramma di fase al giorno d’oggi è ancora utilizzato ed è utile per fornire rapidamente la temperatura preliminare (Nayak et al. 2021). In Fig. 4.33a i cristalli ancora conservati di arsenopirite possono essere ben distinti, che a volte vengono sostituiti dalla pirite, a partire dai loro bordi. I cristalli di arsenopirite sono stati analizzati alla microsonda per quantificare il contenuto di As (Appendice 6). Secondo il diagramma di fase, per i fluidi che precipitano arsenopiriti e tormaline nell’area dellago Aviasco abbiamo ottenuto una temperatura preliminare di circa 380°C come mostrato con la linea tratteggiata rosa in Fig. 4.33b. ” NB: Traduzione dal testo originale in inglese: Pessina C.M. 06-11-2025

NB: Per i riferimenti numerici della bibliografia vedi l’elenco bibliografico presente a parte.